Milano, 30 aprile

Don Luigi Monza è Beato

 

 

 

2/5/2006 - Domenica 30 aprile, in piazza Duomo a Milano, migliaia di fedeli venuti da tutto il mondo hanno potuto partecipare ad un evento storico, la solenne cerimonia di beatificazione di don Luigi Monza e Mons. Luigi Biraghi: è la prima volta che un simile evento avviene in Diocesi, dove i due figli della Chiesa ambrosiana sono nati, sono vissuti, hanno operato, sono stati conosciuti e apprezzati per la loro vita cristiana esemplare.

La solenne messa pontificale è stata presieduta dall'Arcivescovo di Milano, il Cardinale Dionigi Tettamanzi mentre la solenne formula di beatificazione è stata proclamata dal Prefetto della Congregazione dei Santi, il Cardinale José Saraiva Martins, a nome del Papa. Hanno concelebrato 15 vescovi e 200 sacerdoti.

Tutta la grande famiglia di don Luigi Monza ora è in festa: le Piccole Apostole della Carità venute da tutta Italia, dal Brasile, dal Sudan e dall'Ecuador, i bambini dei centri de La Nostra Famiglia con i loro genitori, i volontari, gli operatori, i sacerdoti, i giovani, le coppie di sposi, intere famiglie, i parenti del Beato Luigi Monza e del miracolato dr. Paolo Peroni, gli abitanti di Cislago e i parrocchiani di San Giovanni di Lecco.... 

"I due nuovi Beati sono un grande dono di Dio alla nostra Chiesa" ha detto il Cardinale durante l'omelia "che ci aiutino ad assicurare alla nostra carità, in intensità e in ampiezza, le dimensioni illimitate proprie del cuore di Cristo: «Come non è concepibile un cristiano senza amore - scrive don Monza -, così non è concepibile un cristiano senza l'espansione della sua carità, che deve abbracciare tutto il mondo. Non dite: "Io voglio salvarmi", ma dite invece: "Io voglio salvare il mondo". Questo è il solo orizzonte degno di un cristiano perché è l'orizzonte della carità».
"La santità si vive nella quotidianità della propria esistenza facendo bene il bene, come diceva il Beato Luigi Monza" queste le parole del Legato Pontificio "e la santità ha bisogno di contemplare il Signore, di nutrirsi ogni giorno della Sua Parola. Non è un caso che le Piccole Apostole abbiano come loro icona la pagina degli Atti degli Apostoli, che descrive idealmente la Comunità dei primi cristiani". E ancora "Ora tocca a voi, cristiani di Milano discepoli di Sant'Ambrogio e di San Carlo, diventare santi, missionari, testimoni dell'amore di Gesù Cristo, il solo che può portare gioia e pace ad ogni essere umano".

Ora la Chiesa potrà festeggiare ogni anno il nuovo Beato Luigi Monza il 28 settembre, nei luoghi e secondo le regole stabilite dal Diritto.

In allegato Omelia dell'Arcivescovo, Card. Dionigi Tettamanzi
  Intervento del Legato pontificio, Card. José Saraiva Martins

 

Ponte Lambro, 1 maggio
S. Messa di ringraziamento Presieduta da Padre Luigi Mezzadri

Dopo aver vissuto nel Duomo di Milano il momento solenne della beatificazione di don Luigi Monza, dono per la Chiesa e per tutti, il 1° maggio a Ponte Lambro Padre Luigi Mezzadri, postulatore della causa di Beatificazione, ha presieduto la S. Messa di ringraziamento al Signore per il dono della sua grazia divina. Hanno concelebrato Mons. Eugenio Arellano Fernandez,  Vescovo di Esmeraldas,  Mons. Pedro José Conti, vescovo di Macapà e circa 30 sacerdoti. A conclusione della S. Messa i fedeli si sono raccolti in preghiera alla tomba del Beato Luigi Monza.
Nel pomeriggio, al sacello del Beato, è stato amministrato un Battesimo.

In allegato: Omelia della S. Messa


Cislago, 1 maggio
S. Messa di ringraziamento Presieduta da don Guido Stucchi

I festeggiamenti nel paese natale del Beato Luigi Monza sono culminati con la S. Messa di ringraziamento, presieduta dal parroco don Guido Stucchi e concelebrata da don Luigi Turconi, in rappresentanza dei sacerdoti nativi Cislago. Erano presenti anche due particolari cittadine cislaghesi, le nipoti del Beato Luigi Monza, Luigia e Gianna.

Il Beato Luigi Monza è per tutti un segno di grazia che rivela l'amore di Dio e un testimone che indica una possibilità per vivere con passione la sequela di Gesù Cristo, nell'oggi di questa nostra storia.

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